Quanti tipi di criptovalute esistono? Breve guida per principianti
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19 Aprile
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Attualmente ci sono oltre 1.500 criptovalute, e ne compaiono di nuove ogni giorno, senza contare che alcuni paesi sono addirittura pronti a emettere le proprie monete virtuali nazionali. Ma come classificare tutti questi token? Li suddivideremo in categorie ed evidenzieremo le caratteristiche principali di ogni gruppo.

Cos’è una criptovaluta?

La descrizione più comune di una criptovaluta è quella di una piattaforma utilizzata per il trading che è protetta mediante l’uso della crittografia ed è utilizzata per conservare o trasferire valore. La versione originale è decentralizzata, e ciò significa che non è regolamentata in alcun modo da una banca centrale o un’organizzazione. La moneta non è dunque soggetta a confische o restrizioni.

L’interesse per le criptovalute deriva dal fatto che è possibile negoziarle con chiunque nel mondo senza doversi preoccupare delle interferenze governative. Inoltre le transazioni sono estremamente sicure e a prova di frode. Ciò è dovuto al fatto che l’accordo tra le due parti deve essere confermato dal pubblico all’interno dell’ecosistema della blockchain. E ancora, è possibile risalire alla cronologia di ciascuna moneta; in questo modo si evita che un individuo possa introdurre un nuovo elemento nel sistema o rivendicare monete che non siano sue.

Tipi di criptovalute

L’idea originale risale al 1989, ma nessuno si è mai preso la briga di sviluppare una criptovaluta vera e propria fino al 2008.

Infatti la prima criptovaluta, il bitcoin, fece il suo ingresso sul mercato nel 2009. Da allora, numerose criptovalute hanno fatto la loro comparsa, per un totale di oltre 1.500.

La mappatura di questo universo risulta ancora relativamente incerta, ma è comunque possibile individuare 5 grandi aree in cui raccogliere l’universo delle criptovalute.

Criptovalute uniche/ad alta capitalizzazione

Questa categoria comprende le criptovalute con caratteristiche uniche che sono attraenti per gli utenti. Si tratta delle monete di alto valore più famose sul mercato.

Bitcoin (Bitcoin) è la criptovaluta più anziana e la più popolare. È inoltre la più preziosa ed è arrivata a valere fino a 20.000 dollari.

Bitcoin permette di trasferire qualsiasi quantità fino a un satoshi (0.0000000001 BTC). La caratteristica principale del bitcoin è la sua capacità di trasferire valore. In altre parole, svolge la funzione del contante sul mercato digitale. Dopo aver effettuato un pagamento, la transazione non può essere annullata.

Litecoin (LTC/USD) utilizza un diverso metodo di cifratura, che lo rende più veloce da minare e accelera il completamento delle transazioni. Ed è proprio la velocita delle transazioni ad attirare le persone, oltre al fatto che richieda un minore investimento negli strumenti di mining. Il fatto che non necessiti di una strumentazione super tecnologica per il mining consente a più individui di partecipare al mercato senza dovere sostenere grosse spese.

La max supply di Litecoin è quattro volte superiore a quella di Bitcoin.

Litecoin, una guida completa per principianti

Ethereum (ETH/USD) è la seconda criptovaluta per capitalizzazione di mercato. La sua moneta è denominata ether. È la seconda criptovaluta più popolare e negoziata dopo il Bitcoin. Ethereum è unico perché utilizza gli smart contract insieme alle Dapp o applicazioni distribuite; tali applicazioni sono create e gestite sulla piattaforma.

Le operazioni su Ethereum sono basate su un token che è sviluppato per scopi specifici e gestito sulla piattaforma. Per sviluppare gli smart contract, gli sviluppatori devono comprare ether e utilizzarlo. Ethereum è unico anche perché può essere usato per creare altre blockchain che vengono utilizzate all’interno della stessa piattaforma.

Ether è simile ad altre criptovalute, in quanto può essere usato per decentralizzare, codificare, negoziare e persino mettere al sicuro qualsiasi bene. In seguito all’attacco hacker al progetto DAO nel 2016 è nato Ethereum Classic (ETC/USD), dopo una scissione (hard fork) della rete principale.

Ethereum, una guida completa per principianti

Zcash (ZEC/USD) — è una criptovaluta relativamente giovane, che è stata rilasciata nel 2016, con una piattaforma open-source e decentralizzata. Mentre Bitcoin offre ai suoi utenti anonimato in presenza di tracciabilità, ZCash promette estrema trasparenza e massima privacy.

Tutte le transazioni che avvengono sulla blockchain vengono registrate e conservate, ma mentre questi dettagli sono disponibili al pubblico, altri, come la quantità di ZCash inviati, il mittente e il destinatario, restano privati.

Inoltre gli utenti hanno l’opzione della cifratura avanzata, che garantisce la zero-knowledge della proprietà o della transazione. L’idea dietro ZCash è quella di mantenere un ledger con informazioni integrative limitate.

Dash (DASH/USD), il cui nome originale è Darkcoin, può essere definita come una versione del Bitcoin orientata alla privacy. Il livello di anonimato è avanzato e rende le transazioni quasi irrintracciabili. È entrato nel mercato a marzo 2014 e ha ricevuto un consenso travolgente.

Dash presenta una struttura di livello doppio che viene utilizzata per gestire la rete. La sua organizzazione è inoltre fortemente decentralizzata, analogamente a ciò che si trova con Bitcoin. Dash punta a diventare leader nell’offrire cifratura e transazioni sulla blockchain anonime. Ciò viene offerto tramite una funzione definita PrivateSend.

Token nativi e non nativi

Le criptovalute possono inoltre essere viste in termini di token nativi e non nativi. Ciò dipende dal ruolo di una moneta, tecnologia o modalità di utilizzo sulla piattaforma di trading.

Token nativi – Questa categoria fa riferimento alla definizione originale di criptovalute. Una piattaforma o blockchain come quella del bitcoin è quella che viene definita criptovaluta originale. Ciò vale per monete come Bitcoin, Litecoin, Ethereum and Zcash, insieme ad altre della stessa categoria. La tecnologia utilizzata è simile. Per farla breve, si tratta di criptovalute che operano nella modalità di base.

Token non nativi – Si tratta di valute o token che sono realizzati per svolgere una funzione particolare. Vengono progettati per singole imprese o transazioni. Tali token o criptovalute vengono generalmente creati su una blockchain esistente e sono attualmente al centro dell’attenzione nel mercato delle criptovalute. Molte società si stanno concentrando sui token per fornire agli utenti una modalità di transazione unica.

Criptosecurity e Utility Token

Il modello dei primi è simile a quello delle security negoziate nel mercato azionario. Fornisce dividendi e offre inoltre diritti di voto per il proprietario. Tuttavia, non è possibile richiedere una quota di proprietà per le criptosecurity, come per i titoli quotati in borsa.

Gli utility token invece sono necessari per eseguire una specifica funzione transazionale in un ecosistema. Questi token vengono comunque creati su blockchain esistenti, con Ethereum che è la piattaforma più comune. Tra i token che vengono creati nel mercato delle criptovalute, questa è la varietà più ampia. Civic è un esempio di utility token che vi consente di autorizzare e preservare le vostre transazioni. I token vengono negoziati in tempo reale in maniera simile ad altri token, con incentivi che vengono offerti a coloro che autorizzano i servizi.

Piattaforme e asset tokenizzati

L’idea dietro alle piattaforme è quella di fornire carburante all’ecosistema della blockchain, che è già decentralizzato. Una piattaforma vi consente di completare le vostre transazioni. Degli esempi sono Icon e Qtum, in cui viene richiesto di pagare una commissione a Ether per potere utilizzare gli smart contract su Ethereum. Questa categoria è ancora ridotta, ma con lo sviluppo di nuove criptovalute è probabile che crescerà anch’essa.

Gli asset tokenizzati rappresentano una forma strana di criptovaluta. Nei fatti ancora non esiste per via di ostacoli di carattere normativo. Si tratta quindi di una forma di criptovaluta molto rara. Ad esempio, una cryptosecurity dotata di un patrimonio proprio verrebbe considerata un asset tokenizzato, ma il dibattito sulla sua effettiva definizione è ancora aperto dato che il mercato o le autorità di regolamentazione non hanno ancora trovato un punto di accordo.

Altre o ibridi

La natura in continua evoluzione delle criptovalute comporta la nascita di nuove criptovalute con caratteristiche uniche. Ciò rende impossibile posizionarle in una singola categoria. Ad esempio, ha fatto la sua comparsa Gas, che sta venendo usato come commissione per la piattaforma di NEO (NEO/USD). Ciò significa che le transazioni su NEO non stanno venendo eseguite utilizzando NEO. Piuttosto, una volta effettuata la transazione, si genera GAS, che può essere convertito in valuta tramite un’altra formula di conversione. Questo è soltanto un esempio dei cambiamenti che hanno luogo nel mercato mentre l’ecosistema delle criptovalute si sta espandendo.

Come comprare NEO, una guida per principianti

Conclusione

Classificare le criptovalute è un compito difficile, soprattutto per via della natura mutevole di questa tecnologia. Ciò significa che le nuove caratteristiche che emergono giorno dopo giorno stanno rendendo complicato l’avere una serie di categorie di cui parlare quando si fa riferimento alle criptovalute.

Ognuna è progettata per risolvere un determinato problema. Ognuna viene inoltre utilizzata come miglioramento rispetto alle monete esistenti. Detto questo, in generale le criptovalute possono essere classificate semplicemente come monete transazionali - secondo l’idea originale che ne prevede l’utilizzo per il trasferimento di valori - che riducono o eliminano gli intermediari nella transazione e come strumento per compiti specifici (utility token).

Alcuni di questi ruoli possono sovrapporsi, poiché una valuta può offrire più di una funzione. Si prevede che mentre le persone andranno sempre più comprendendo le valute e gli sviluppi alimenteranno il mercato fino alla saturazione, emergeranno generi e categorie più chiari.

Fonte: Medium

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