L’Onu dichiara che rimandare a casa i migranti 'non funziona'
Antonio Parrinello/Reuters
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L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati dice che la crisi dei migranti è ormai un fenomeno globale e che ignorarlo semplicemente "non funziona".

Filippo Grandi, Commissario delle Nazioni Unite, ha detto alla BBC che più nazioni avrebbero dovuto aiutare i "pochi paesi" che hanno questo problema, cooperando sia con il finanziamento che con il reinsediamento.

Ha detto che, lo scorso anno, meno dell'1% dei 20 milioni di rifugiati sono stati reinsediati in un'altra nazione.

Essi fuggono da un conflitto e da difficoltà mai visti prima nella storia.

Il sig. Grandi stava parlando in diretta alla BBC nel corso di una giornata speciale in cui si esaminava come un'epoca di mobilità senza precedenti stia plasmando il nostro mondo.

Più tardi, l'inviato speciale dell’agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite, Angelina Jolie-Pitt, terrà un discorso programmatico, in cui si metterà in guardia la "paura per l’emigrazione incontrollata" e illustrerà come si è "dato spazio, e una falsa aria di legittimità, a quelli che promuovono una politica di paura e di separazione ".

Una discussione difficile

Mr Grandi, che ha assunto la carica nelle Nazioni Unite nel gennaio di quest'anno, ha detto che il fatto che i siriani stiano arrivando in Asia orientale e nei Caraibi come rifugiati dimostra "come il fenomeno sia ormai diventato globale e quindi dobbiamo avere risposte globali". Egli ha dichiarato che:

"L'onere della cura dei rifugiati è finora ricaduto solo su alcuni paesi che ospitano centinaia di migliaia di profughi, di solito quelli vicini alle guerre, ai conflitti, donatori che da soli, sette o otto di loro, forniscono l’80 - 90% del finanziamento. Questo deve invece provenire da più Paesi, deve essere condiviso, altrimenti gli squilibri causeranno reazioni impulsive, chiusure, rifiuti e alla fine verrà a mancare la nostra responsabilità di aiutare i rifugiati."

Ha detto che il reinsediamento è stata "una direzione verso la quale avremmo dovuto muoverci con più coraggio", dato che meno di 200.000 rifugiati su 20 milioni, tra sfollati ed esclusi, sono stati poi accolti da un altro paese.

"C'è la consapevolezza che lo spostamento globale, avendo raggiunto i 60 milioni di persone, oltre a tutti coloro che si muovono per altri motivi, economici e così via, richiede un diverso tipo di investimento e quindi coinvolge tutti", ha detto Grandi.

Ha ammesso che una soluzione richiederebbe "una lunga e difficile discussione", ma ha aggiunto: "Non ci può essere semplicemente una reazione dove gli stati chiudono i confini e rimandano semplicemente via i migranti perché così non funziona."

I bambini dei rifugiati hanno bisogno di un 'New Deal'

Save the Children chiede un maggiore impegno internazionale per garantire ai bambini rifugiati il diritto ad andare a scuola.

Un nuovo report della carità, un New Deal per i rifugiati, dice che soltanto un bambino su quattro è ora iscritto alla scuola secondaria.

Si chiede ai governi e alle agenzie un aiuto per adottare un nuovo quadro politico che garantisca che nessun bambino rifugiato rimanga fuori dalla scuola per più di un mese.

Si tratta di un obiettivo ambizioso, ma non vi è preoccupazione maggiore del fatto che questa crisi dei migranti stia producendo una generazione di bambini perduti, il che getta le basi per condizioni di maggiore insicurezza e povertà.

Lunedi Angelina Jolie-Pitt richiederà un’azione multilaterale più forte per rispondere a questa migrazione, che lei descrive come la sfida del nostro secolo.

Dirà che ora c'è il "rischio di una corsa verso il basso, con i Paesi che competono per essere il più severo ... nonostante le loro responsabilità internazionali".

Paura e delirio in un mondo senza confini

Il numero delle persone in cerca di asilo nell'Unione europea nel 2015 ha raggiunto i 1.255.600 individui, più del doppio dell'anno precedente.

Siriani, iracheni e afghani sono in cima alla lista dei candidati, più di un terzo sono andati in Germania, secondo l’Eurostat.

C'è stata una forte riduzione del flusso quest'anno, dopo che il valico principale al confine tra Grecia e Macedonia è stato chiuso e un certo numero di paesi europei hanno bloccato il percorso a nord con recinzioni.

Anche la firma di un accordo Ue-Turchia ha ridotto il numero di migranti. In base all'accordo, i migranti che sono arrivati ​​illegalmente in Grecia dal 20 marzo devono essere rispediti in Turchia se non richiedono in anticipo il diritto d’asilo o se la loro richiesta è stata respinta.

Per ogni migrante siriano che è tornato in Turchia, l'Ue ne dovrà accogliere un siriano che ha fatto una richiesta legittima.

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