7 altcoin che generano reddito passivo grazie al Proof-of-Stake
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12 Novembre
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Con il meccanismo di consenso Proof-of-Stake (PoS), il diritto di una persona di validare e ispezionare blocchi di transazioni è determinato dal numero di monete che possiede: più altcoin possiede un validatore, maggiore è il potere. La PoS sta sta divenendo sempre più popolare, in quanto consente agli utenti di guadagnare non solo con il trading, ma anche grazie all’HODLing.

Ecco le sette principali criptovalute con cui potete ottenere un profitto.

NEO

NEO è una criptovaluta PoS che supporta gli smart contract. Ciò la rende il punto di partenza perfetto per lanciare applicazioni decentralizzate e condurre una ICO.

NEO e la sua moneta nativa GAS possono essere utilizzate per generare un reddito passivo, ma per farlo è necessario conservarli in un portafoglio, non nel conto dell’exchange. Tenete a mente che non tutti i portafogli sono creati uguali, quindi assicuratevi di controllare che il wallet consente la ricezione di ricompense in GAS. Il rendimento annuale si aggira intorno al 4-6%.

Diversamente dalle altre criptovalute, NEO non può essere diviso in parti più piccole di 1 NEO, che è l’importo minimo consentito per lo staking. NEO rappresenta la quota di partecipazione nella blockchain, mentre GAS funge da “carburante” per quest’ultima e conferisce il diritto di potere operarvi.

Dash

Sebbene Dash (DASH/USD) non sia una criptovaluta basata sulla Proof-of-Stake, il suo sistema di masternode consente ai possessori di ricevere i dividendi. In questo senso, è simile alle classiche monete PoS.

I profitti ammontano al 7,5−8,4%, inoltre la moneta stessa sta salendo di prezzo. Lo svantaggio principale è il notevole investimento iniziale: al momento, sono necessarie almeno 1.000 monete per creare un masternode e il loro valore totale è di circa 162.000 dollari.

PIVX

La criptovaluta PIVX (ovvero Private Instant Verified Transaction) ha fatto la sua comparsa nel 2016, come hard fork da Dash.

I possessori di PIVX possono creare un masternode con 10.000 PIVX, il cui valore è di circa 12.000 dollari, o semplicemente fare staking con le monete. Non c’è un importo minimo per fare staking, ma il portafoglio deve restare attivo. I masternode di PIVX consentono ai loro possessori di guadagnare circa il 5,5% all’anno, mentre i possessori ordinari ottengono un 4,8%.

Vi è una guida molto dettagliata allo staking di PIVX, ottima per i principianti. Tuttavia, il team afferma che lo staking è simile al vincere a una lotteria, in cui il numero di monete equivale al numero dei biglietti della lotteria.

Lisk

Lisk consente agli utenti di creare ed eseguire applicazioni decentralizzate. Il codice sorgente è scritto in JavaScript, che incrementa considerevolmente la potenziale base di utenti. L’algoritmo della Delegated PoS è in qualche modo inferiore alla classica Proof-of-Stake. Gli utenti votano con i loro token Lisk per scegliere i delegati. I delegati (un totale di 101 persone) che hanno totalizzato il massimo numero di voti creano i blocchi. I delegati selezionati ricevono tutte le ricompense per lo staking. Tuttavia, nulla vieta loro di condividere i dividendi con gli utenti che li hanno supportati.

Poiché il delegato stesso determina la percentuale dei dividendi, questa può variare dal 6,25% al 100%. Dato che la Delegated PoS è un po’ confusionaria, è consigliato studiare prima tutte le guide necessarie e passare al portafoglio Lisk Nano. Sebbene non ci siano limitazioni tecniche in merito alla quantità di LSK necessari per votare, ogni voto costa 4 LSK.

Di conseguenza, si consiglia che soltanto gli utenti con 200 LSK nel proprio portafoglio (preferibilmente con più di 500 LSK) partecipino alle elezioni: ciò minimizzerà la parte dei costi e farà ottenere dei buoni introiti. Attualmente, il token LSK costa circa 2,9 dollari.

VeChain

VeChain Thor intende diventare la piattaforma per sviluppare applicazioni decentralizzate su scala imprenditoriale.

Il progetto presenta due tipi di monete: i Power token VET e THOR, che sono simili a NEO e GAS. I possessori di VET ricevono i token THOR per lo staking, allo stesso modo in cui i possessori di NEO ricevono GAS. Alcuni exchange supportano persino la generazione di THOR per i VET conservati nei propri portafogli.

Il rendimento è relativamente basso: circa l’1,68%, sebbene 10.000 VET possano rendervi proprietari di un masternode.

Ark

Ciò che rende unico il progetto di Ark è che il team di sviluppo non cerca di creare una criptovaluta universale. ARK è progettato per raggiungere un particolare obiettivo di integrare diverse blockchain con la tecnologia SmartBridge. Funziona come smart contract che può essere utilizzato in varie blockchain con protocolli completamente diversi, ad esempio, nelle blockchain del bitcoin e di ehter.

Il progetto di Ark differisce inoltre dai suoi simili in quanto possiede un algoritmo di Delegated PoS simile a Lisk (infatti, Lisk si è evoluto da Ark). Di conseguenza, gli utenti non sono direttamente coinvolti nello staking. Le loro monete vi consentono di selezionare 51 delegati che condivideranno poi le ricompense con gli utenti che li hanno supportati.

Mentre la percentuale media dei dividendi di Ark è di circa il 10%, alcuni delegati pagano fino al 90-100%. In altre parole, quasi tutte le ricompense per lo staking vanno ai votanti e sono distribuite a seconda del numero dei voti.

C’è un piccolo particolare riguardo alla votazione: ogni portafoglio può selezionare solo un delegato. Si procede in questo modo soltanto per evitare una potenziale centralizzazione del sistema elettorale. I votanti con 1 milione di ARK nel loro portafoglio avranno 1 milione di voti, ma possono darli solo a un candidato. Per votare per due, dovranno dividere i loro token tra due portafogli. In questo caso, ognuno riceverà la metà dei voti. Ancora una volta, ciò viene fatto per evitare che i principali possessori di ARK votino un certo gruppo di delegati e guadagnino potenzialmente il controllo sulla blockchain.

KuCoin Shares

Kucoin Shares è stato lanciato dal popolare exchange di criptovalute centralizzato KuCoin. Questa piattaforma, con sede a Hong Kong, distribuisce circa il 90% delle commissioni tra i possessori di KuCoin. Tuttavia, questo non è staking, ma semplicemente solo storing.

KuCoin paga i dividendi ai detentori di token KCS in cambio della loro conservazione. E non vi è un importo minimo richiesto. Tuttavia, la quantità di commissioni raccolte varia quotidianamente, rendendo piuttosto difficile calcolare il rendimento medio e l’importo dei dividendi dipende dal numero delle monete KCS.

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