Il più grande fondo sovrano del mondo volta le spalle ai bond di Giappone e paesi emergenti
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Il fondo sovrano della Norvegia vuole adottare una strategia più aggressiva.

Norges Bank ha inviato al ministro delle Finanze norvegese una lettera in cui propone di limitare l’esposizione obbligazionaria del fondo sovrano ai bond denominati in sole tre valute (dollaro, euro e sterlina) e con scadenza mai superiore a 10 anni. Questi bond saranno sostituiti all’interno del portafoglio da titoli azionari.

Quello di Norges Bank è il fondo sovrano più grande del mondo: gestisce 987 miliardi di dollari in asset e solo il 30% dei suoi investimenti sono effettuati in titoli a reddito fisso. L’istituto sostiene di non vedere alcun vantaggio nel diversificare i suoi investimenti in obbligazioni:

“Nel lungo termine i guadagni provenienti da un’ampia diversificazione internazionale sono significativi per quanto riguarda i titoli azionari, ma moderati per quanto concerne i bond. Per un investitore con il 70% dei suoi investimenti in un portafoglio azionario diversificato su base internazionale, la riduzione del rischio ottenibile dalla diversificazione tramite investimenti obbligazionari denominati in molte valute è trascurabile”.

Strategie di investimento in obbligazioni

Le autorità norvegesi prenderanno una decisione a giugno, ma intanto Giappone (il cui rendimento resta a zero per i titoli di Stato a 10 anni) e mercati emergenti sembrano essere le vittime annunciate di questo riposizionamento.

Secondo gli esperti della banca di investimento Nomura, un cambiamento simile nel portafoglio di investimento di Norges Bank basterebbe a convincere i trader a vendere fino a 19 miliardi di dollari in yen; mentre per Nicholas Glinsman, responsabile investimenti per Evo Capital, altri stati potrebbero seguire l’esempio della Norvegia, generando così una reazione a catena che avrebbe durissime conseguenze sul mercato obbligazionario dei paesi emergenti, che nel primo trimestre del 2017 si è espanso enormemente fino a toccare quota 56.000 miliardi di dollari.

Corrado Nizza

Fonte: CNBC

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