Le 5 economie asiatiche che cresceranno più rapidamente nel 2017
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Secondo la Banca Mondiale questi sono i paesi che cresceranno più velocemente nell’area Asia-Pacifico durante il 2017.

1. Laos

Questo paese, impoveritosi a causa di un duro governo comunista, crescerà quest’anno del 7% per via dell’investimento nel settore energetico e della maggiore integrazione con l’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico, secondo le previsioni della Banca Mondiale. Il paese, privo di sbocchi sul mare e con circa 7 milioni di abitanti, sta migliorando la sua rete elettrica per fornire elettricità al 10% dei nuclei familiari entro il 2020 e, possibilmente, per esportarla, secondo il sito web del Dipartimento per l’energia. Il Laos ha inoltre reso più semplice lo svolgimento delle attività commerciali. Il PIL del 2016 è stato pari a 13,7 miliardi di dollari.

2. Filippine

Quest’anno non saranno soltanto le autostrade a contribuire al rialzo della crescita del 6,9% del PIL delle Filippine, secondo le stime della Banca Mondiale. Le spese pubbliche destinate alle infrastrutture registreranno un livello record di 17,7 miliardi di dollari, più del 5% del PIL, ha dichiarato la Philippines News Agency. Il paese di 102 milioni di abitanti dovrebbe vedere “uno sviluppo di riforme fiscali, progetti infrastrutturali governativi e partenariati pubblico-privato più rapido ed efficace”, ha aggiunto Jonathan Ravelas, stratega capo per i mercati con Banco de Oro UniBank, a Manila. Le spese per le infrastrutture, insieme ai vecchi motori economici quali rimesse dall’estero, spese per i consumi e call center, faranno crescere un’economia che lo scorso anno valeva 311 miliardi di dollari. Quando gli aeroporti e i sistemi ferroviari inizieranno ad essere attivi, le industrie a partecipazione estera saranno facilitate e i turisti – sempre una componente fondamentale dell’economia delle Filippine – saranno agevolati negli spostamenti.

3. Cambogia

La Banca Mondiale prevede che l’economia da 19,4 miliardi di dollari di questo piccolo paese del sudest asiatico si espanderà quest’anno del 6,9%. Vengono citate le esportazioni in seguito a un “considerevole investimento diretto all’estero” nel settore dell’abbigliamento, oltre che i progetti immobiliari e di costruzioni. Alcune industrie di abbigliamento si sono trasferite dal Vietnam perché la manodopera in Cambogia è ancora più economica. Il valore dell’esportazione degli articoli di vestiario ha raggiunto i 6 miliardi di dollari nel 2015, rappresentando il 70% di tutte le esportazioni e ha dato occupazione a 700.000 persone, secondo Research and Markets. Come il Laos, anche la Cambogia ha reso più semplice lo svolgimento delle attività commerciali, ha dichiarato la Banca Mondiale.

4. Birmania

Altro paese per cui quest’anno è prevista una crescita del 6,9%; l’ex dittatura militare che si era aperta agli investimenti esteri nel 2012 manterrà questo vantaggio insieme agli investimenti dal settore privato interno, secondo la Banca Mondiale. Il paese, con un PIL di 68,3 miliardi di dollari nel 2016, ha attirato gli investitori stranieri grazie alle sue risorse naturali, la forza lavoro giovane e le modifiche legislative a favore delle imprese. Molti progetti finanziati dall’estero comprendono l’energia, la produzione di indumenti e il settore alimentare.

5. Cina

Nonostante il tasso di crescita del 6,5% per il 2017 previsto dalla Banca Mondiale evidenzi un rallentamento rispetto al 6,7% dello scorso anno – già il valore più basso degli ultimi 26 anni – la seconda maggiore economia del mondo continuerà ad espandersi. Ciò sarà probabilmente dovuto agli stimoli fiscali, all’attenzione a nuove infrastrutture quali ponti e strade e all’attenzione costante per le esportazioni manifatturiere. Queste misure che hanno mandato avanti la Cina dagli anni ’80 proseguiranno nonostante le promesse dei funzionari governativi di metterle da parte per favorire gli investimenti privati e le spese per i consumi. Si prevede che gli investimenti esteri cresceranno quest’anno del 15%, in aumento rispetto al 4,1% del 2016.

Fonte: Forbes

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