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30 dicembre 2017

In questo periodo su Internet circolano diversi articoli contenenti previsioni per il prossimo anno. Cosa accadrà nel 2018? Dalle prospettive dell’economia agli sviluppi dell’intelligenza artificiale, ecco alcuni scenari possibili per l’anno che verrà.

Le prospettive dell’economia mondiale

Secondo diverse stime la crescita economica nei mercati avanzati potrebbe essere moderata nel 2018, mentre la forte crescita nei mercati emergenti potrebbe sostenere un leggero rallentamento.

Gli economisti di Bloomberg prevedono che nel 2018 gli Stati Uniti cresceranno del 2,5%, il Giappone dell’1,3% e la Germania dell’1,6%. I miglioramenti generalizzati negli Stati Uniti e in Europa potrebbero compensare un’eventuale debolezza nel Regno Unito e in Giappone.

Tuttavia il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha rilevato dei progressi nel World Economic Outlook pubblicato in autunno, e ha dichiarato che sarà il momento opportuno per affrontare i problemi non risolti durante la convalescenza post crisi finanziaria 2007-2009, magari facendo ricorso a delle misure impopolari.

E l’Italia?

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) ha recentemente affermato che la ripresa è trainata dal consumo privato e si allargherà agli investimenti e alle esportazioni. L’ultimo Economic Outlook ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita del prodotto interno lordo italiano: +1,5% contro l’1,4% stimato in precedenza.

Leggiamo nel capitolo dedicato all’Italia:

“La crescita del Pil dovrebbe scendere all’1,5% nel 2018 e all’1,3% nel 2019. I consumi privati continueranno a essere il principale motore della ripresa, che continuerà ad allargarsi agli investimenti e alle esportazioni. I guadagni in termini di occupazione favoriranno il reddito disponibile delle famiglie. Gli incentivi fiscali e l’aumento della domanda esterna sosterranno gli investimenti nelle imprese e la crescita delle esportazioni”.

Il debito pubblico e i crediti deteriorati (Npl) del sistema bancario sono le principali fonti di vulnerabilità finanziaria indicate nel report, a cui va annunciata l’incertezza legata all’esito delle elezioni che si terranno il 4 marzo.

Intelligenza artificiale

AP Photo/Eric Risberg

Il prossimo sarà un anno di vitale importanza per il riconoscimento facciale, in quanto ci sono stati grandi progressi nel campo della tecnologia sottostante, nota come machine learning.

Entro il 2018 i dispositivi in grado di leggere i nostri volti saranno disponibili per tutti gli utenti, cambiando il nostro modo di vivere. Le facce diventeranno password per accedere a smartphone e conti in banca.

Ma allo stesso tempo questa tecnologia permetterà anche di monitorare i nostri movimenti (motion tracking), col rischio di limitare la nostra libertà d’azione.

Saranno possibili su larga scala anche la registrazione, la memorizzazione e l’analisi delle immagini, il che cambierà profondamente le attuali nozioni di privacy, correttezza e fiducia.

Le aziende del settore tech renderanno il riconoscimento facciale parte della nostra vita quotidiana. Eppure alla fine la maggior parte delle persone potrebbe non esserne a conoscenza: il riconoscimento avverrà attraverso servizi di sicurezza pubblici o privati o, ad esempio, attraverso delle strutture commerciali, che per esempio ricercano i profili dei loro clienti.

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Brexit

I complicati negoziati sulla Brexit dovrebbero concludersi nell’autunno 2018 e il loro esito non inciderà solo sul futuro del Regno Unito, ma anche su quello del continente europeo per i prossimi decenni.

Con l’approssimarsi della scadenza finale i negoziati diventeranno più tesi, il che potrebbe avere un impatto significativo sull’immagine del Regno Unito nel resto d’Europa e del mondo. Londra, in quanto centro finanziario e tecnologico di riferimento, potrebbe essere seriamente minacciata dal processo di divorzio dell’Ue.

I cittadini e gli investitori sono preoccupati, il che potrebbe portare i loro fondi in altri paesi. Finora le imprese sono state sorprendentemente tranquille di fronte a questa incertezza.

Ad ogni modo, se l’Ue che il Regno Unito non riescono a raggiungere un accordo, l’economia potrebbe rallentare, la disoccupazione potrebbe aumentare e la sterlina potrebbe scendere di valore; senza contare altre conseguenze indesiderate, come l’aumento dell’inflazione.

Blockchain

Programmatori e imprenditori ambiziosi si impegneranno a rendere la blockchain capace di cambiare ogni aspetto quello che facciamo, dai tracciamenti alla distribuzione di dati e valore.

Il 2018 sarà quindi un anno importante per questa tecnologia, sia per la disponibilità l’apporto del venture capital che per l’entusiasmo che si è sviluppato a causa della parabola del prezzo del bitcoin (Bitcoin:BITCOIN).

In generale il mercato delle criptovalute attirerà un’attenzione crescente e questa si riverserà nella blockchain, ma molto dipenderà dai progressi compiuti riguardo a una serie di questioni in sospeso, tanto dal punto di vista regolamentativo (le criptovalute sono prodotti finanziari o monete?) quanto tecnico (in primis la scalabilità della rete).

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