Cinque domande sullo stato della democrazia in Polonia
Kacper Pempel/Reuters
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Cosa c’è in gioco per la Polonia mentre l'Unione Europea avvia un’indagine di democrazia?

La Commissione Europea controllerà se in Polonia le politiche adottate dal partito di maggioranza Diritto e Giustizia costituiscano una minaccia per lo stato di diritto, facendo un passo avanti nella volontà di disciplinare un paese che fino a poco tempo fa è stato un esempio delle conquiste democratiche dell’est europeo.

Ecco di seguito le diverse questioni in gioco.

Cosa ha deciso la Commissione?

Il ramo esecutivo dell’Unione Europea valuterà nei prossimi 10 mesi se le nuove leggi polacche nei confronti della corte costituzionale e dei media diano troppo potere al partito al governo e se calpestino le norme dello stato di diritto.

Introdotta nel 2014, questa procedura richiede tre passaggi: una valutazione della commissione – che è iniziata mercoledì con raccomandazioni e misure di follow-up, accompagnate da un “dialogo” con il governo interessato. Ciò è abbastanza controverso: ai capi di stato non piacciono le lezioni di filosofia politica da parte dei funzionari dell’UE a Bruxelles. Ma la Commissione ha soltanto il potere della persuasione. Il passaggio successivo, qualora la Polonia non dovesse cambiare il suo comportamento dopo lunghi compromessi, sarebbe più delicato: il negare alla nazione il diritto di votare sulle decisioni dell’UE.

Tale sanzione, espressa nell’Articolo 7 del Trattato dell’UE, può essere imposta per una “violazione grave e persistente” delle norme democratiche europee. Vi è una grande difficoltà persino nel discuterne: quattro quinti degli stati membri devono acconsentire a sottoporla ad esame. Metterla in atto è ancora più difficile: richiede l’unanimità tra gli altri 27 governi. Il Primo ministro ungherese Viktor Orban, criticato anch’esso in materia di comportamento democratico, ha promesso di esercitare un veto.

Cosa è successo con la legge sui media?

Il parlamento polacco ha adottato dei cambiamenti alla legge sui media in una serie di sedute notturne verso fine dicembre. Questi hanno permesso al governo di nominare direttamente i dirigenti per le emittenti pubbliche e hanno ridotto i poteri dell’autorità regolatrice dei media. L’ex legislatore del partito di maggioranza e stratega delle elezioni Jacek Kurski è stato scelto per la gestione della televisione di stato, che Diritto e giustizia aveva in precedenza accusato di “parzialità estrema”.

I media pubblici devono essere “a disposizione del governo”, secondo quanto affermato dalla legislatrice del partito al governo Krystyna Pawlowicz. Quattro organizzazioni europee per la libertà dei mezzi d’informazione hanno invitato la Polonia a rinunciare alla legge, poiché minaccia la libertà di stampa e potrebbe compromettere le garanzie che l’emittente pubblica resti indipendente, secondo una sintesi del reclamo da parte del Consiglio d’Europa, un gruppo per la difesa dei diritti dell’uomo.

Tali proteste non hanno finora pregiudicato la retorica del governo, con il Primo ministro Beata Szydlo che ha dichiarato che coloro che temono di perdere la propria influenza in Polonia, inclusi i politici dell’opposizione e i lobbisti per gli investitori esteri sarebbero dietro agli “attacchi”. Le banche e i rivenditori esteri che operano presso il più grande stato postcomunista dell’UE sono stati criticati dal premier per non avere condiviso abbastanza dei loro profitti. Dovranno adesso affrontare un aumento delle imposte.

Come è stato rinnovato il Tribunale Costituzionale?

Il partito al potere ha cambiato la legge sulla corte costituzionale, facendo aumentare il numero dei giudici necessari per far approvare una sentenza e la maggioranza richiesta per un verdetto, rendendo quindi più difficile revocare le legislazioni. La corte dovrà inoltre pronunciarsi sui casi nell’ordine in cui sono stati archiviati, ciò significa che i giudici non approveranno alcuna sentenza veloce sui casi più rilevanti.

I cambiamenti sono stati seguiti da una discussione in materia delle nomine dei giudici alla corte suprema della nazione, con i legislatori che hanno votato una mozione per scartare le nomine effettuate dal parlamento precedente prima delle elezioni legislative di ottobre. E mentre il Presidente Andrzej Duda ha sfidato le richieste del tribunale che chiedeva di insediare giudici che non fossero stati scelti da Diritto e giustizia, il partito ha approvato la legge per designare i suoi stessi giudici al comitato.

Cinque domande sullo stato della democrazia in Polonia
Czarek Sokolowski/AP Photo

Come stanno reagendo gli investitori?

Lo zloty polacco si è indebolito dell’1,8% nei confronti dell’euro nel corso di quest’anno, la performance peggiore tra le valute dell’est Europa dopo il rublo russo, secondo i dati redatti da Bloomberg. Negli ultimi tre mesi, l’indice WIG20 di Varsavia è crollato del 16%, la peggior prestazione per un indice di azioni europeo.

La moneta polacca non riesce a “ristabilirsi in maniera seria per via di quello che io chiamo ‘il terrore di Diritto e Giustizia’ sul mercato”, ha dichiarato Attard Montalto, un economista esperto per i mercati emergenti e stratega presso Nomura Holdings. La decisione di mercoledì da parte della Commissione di portare avanti la sua valutazione riguardante la democrazia “aggiunge un quadro più formale” ai timori del mercato, che includono inoltre “il rischio dell’esecuzione di bilancio”, ha affermato.

Le obbligazioni polacche sono in aumento, con il rendimento in una nota di due anni che è sceso a un livello record dell’1,35% nel corso di questa settimana, in mezzo alle ipotesi che le persone nominate da Diritto e Giustizia al comitato delle politiche della banca centrale possano ridurre i tassi d’interesse ufficiali.

Come sta reagendo l’Europa?

Oltre ai cambiamenti radicali nei confronti dei media e della corte costituzionale, Diritto e giustizia ha inoltre cacciato il capo dell’agenzia anticorruzione del paese e limitato il controllo dell’opposizione sui servizi segreti. Tali manovre hanno suscitato preoccupazioni riguardo l’erosione del sistema di controlli ed equilibri garantito dalla costituzione polacca.

Dopo 26 anni da quando la Polonia è divenuta il primo paese comunista dell’Europa orientale a tenere delle elezioni libere, contribuendo a innescare un’ondata di cambiamento democratico nella regione che ha poi condotto all’espansione dell’UE per l’ex cortina di ferro nel 2004, i manifestanti che reclamano un cambiamento democratico sono tornati sulle strade di Varsavia e di altre città polacche.

Nelle osservazioni presentate al Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung di domenica, il presidente del parlamento dell’UE Martin Schulz ha paragonato Diritto e giustizia alla Russia sotto il presidente Vladimir Putin nel suo tentare di “subordinare il benessere dello stato alla volontà del partito”. Guenter Oettinger, il rappresentante tedesco della commissione, ha richiesto di attivare la procedura disciplinare.

I funzionari del governo sono passati all’attacco. Il ministro della giustizia Zbigniew Ziobro e il leader del partito Jaroslaw Kaczynski hanno dichiarato che la Germania non ha alcun diritto di criticare la Polonia per le sue presunte violazioni della democrazia, dato il suo passato nazista.

“Non contate su di noi per portare avanti la politica estera della Polonia mentre ci inginocchiamo”, ha dichiarato il premier Szydlo ai legislatori a Varsavia, nella giornata di mercoledì.

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